La bellezza del fresco profumo di libertà

A Giovanni Falcone

Il 23 maggio è un giorno triste per chi crede nella giustizia e nella legalità. E’ il giorno in cui ricorre l’anniversario del vile attentato in cui il giudice Giovanni Falcone perse la vita insieme a sua moglie, Francesca Morvillo e ai giovani della sua scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.
Cinque vite innocenti stroncate da volgari mafiosi, un gesto vigliacco e volutamente plateale per dare un segnale forte, per colpire l’immaginario collettivo con l’illusione di ribadire una volta per sempre il predominio assoluto della mafia sul nostro Paese.
L’Italia in quei giorni reagì con commozione a quella tragedia, il contraccolpo emotivo di quell’evento si fece sentire ovunque, tutti osannarono la personalità, l’impegno, l’onestà di Giovanni Falcone che , pur convivendo con la paura, aveva portato avanti la sua missione, consapevole dei rischi molto concreti a cui andava incontro. Tutti lo osannarono, proprio tutti, anche quelli che lo avevano accusato di aver organizzato da solo un attentato contro la sua persona per travestirsi da vittima innocente. Tutti….c’erano proprio tutti a quel funerale…c’erano anche i suoi assassini, i loro complici, i politici conniventi, tutti commossi e addolorati.
Strano Paese il nostro, bisogna essere uccisi per risultare credibili. Sempre pronti a insinuare, sospettare, dubitare, c’è una cattiveria di fondo forse nell’animo umano che non riesce spesso a riconoscere i meriti altrui e preferisce ridimensionare, distruggere piuttosto che emulare gli esempi positivi.
Questo, come vedete, non è il classico discorso celebrativo di circostanza, siamo molto deluse, ci chiediamo spesso se il sacrificio di tante vite innocenti sia davvero servito a costruire qualcosa di nuovo.
Le idee di Falcone camminano davvero sulle nostre gambe? Siamo noi i suoi portavoce oggi? Sono domande molto impegnative, difficili, ci pongono a confronto con la nostra coscienza e non credo che le risposte ci piacerebbero.
Ma noi viviamo nella scuola, a contatto con i giovani che vogliono sapere.
Che vogliono comprendere.
Che hanno bisogno di credere e di sperare.
Che sognano sogni.
E vogliono immaginare.
Progetti. Futuro. Libertà del cuore.
I nostri giovani.
I nostri alunni.
Belli nell’animo.
Trasparenti nelle azioni.
Che sono capaci di ascolto. Attento ed impegnato.
Che sono capaci di interagire. E di “sporcarsi” le mani.
Per i diritti di tutti.
Per la felicità di ognuno.
Per chi è come loro. E per chi non la pensa come loro.
I nostri giovani.
Che si interrogano e ci interrogano.
Che ci guardano dritto negli occhi.
Che si commuovono fino alle lacrime.
E ci chiedono, perché.
Perché lo Stato non ha difeso.
Perché lo Stato non ha protetto.
Perché lo Stato, in fondo, ha tradito.
Ce lo hanno chiesto proprio in questi giorni.
Abbiamo detto loro di alzare lo sguardo.
Verso l’alto.
Verso Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e i giovani delle loro scorte.
Guardare a loro.
E continuare a dare il meglio.
Di se stessi.
In ogni cosa che fanno.
In ogni impegno che si assumono.
Di fare sempre il proprio dovere.
Al di là di ogni ragionevole dubbio.
Di ogni stanchezza o pigrizia.
Di amare ciò che sono.
Di sentirsi parte di un’umanità più grande.
Da tutelare e custodire.
Schiena dritta. Sempre.
Per avere il coraggio delle scelte che fanno.
Braccia forti. Sempre.
Per sorreggere ed aiutare. Senza paura.
Questo abbiamo detto loro.
Forse poco.
Ma le uniche cose che sapevano e che sanno.
Di verità.
Proff.sse Angela Di Gennaro e
Maria Antonietta Chirico
Ds prof.ssa Stefania Lombardi
Classe 3B prof.sse Emilia Giordano e Angela di Gennaro
Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. A trent’anni dalla strage di Capaci (avvenuta il 23 maggio 1992), in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie e tre agenti della scorta, le istituzioni e il mondo della scuola rendono un giusto tributo alla memoria di uomini straordinari che hanno sacrificato la vita per difendere la giustizia e il diritto di ognuno a condurre un’esistenza libera, priva dei condizionamenti e delle vessazioni della malavita organizzata.
Stamattina – all’iniziativa organizzata dal Comune di Cava al quale sono intervenuti diversi attori istituzionali – hanno partecipato anche gli studenti del liceo scientifico “Andrea Genoino” di Cava de’ Tirreni, accompagnati dalle docenti Marinella De Stefano e Maria Di Serio.
“Siamo qui per tentare di uscire dagli stereotipi delle commemorazioni ufficiali, belle, importanti ma spesso anche fugaci – hanno sottolineato gli studenti del Genoino - Vorremmo cercare di comunicare a tutti voi cosa rappresenta per noi giovani Giovanni Falcone, un uomo che abbiamo imparato a conoscere e ad amare a scuola, col costante supporto dei nostri docenti. Abbiamo capito che il dottor Falcone non era un eroe dotato di superpoteri speciali, era un uomo comune come tutti noi, un uomo con la schiena diritta che ogni giorno ha fatto il proprio dovere”. Gli studenti hanno, poi, aggiunto: “Aveva paura il dottor Falcone, ma questo non lo ho ha fermato, perché ognuno di noi ha una missione da compiere nella propria vita, ognuno di noi può scegliere se voltarsi dall’altra parte o resistere e combattere per se stesso e per il bene comune. Oggi il pericolo più grande è l’indifferenza. Un male nascosto nelle pieghe occulte dell’egoismo, nel buio degli stereotipi. Ci sono troppi cittadini a intermittenza, troppi monologhi dell’io, mentre il dottor Falcone ci ha dimostrato che la lotta alla legalità si può fare solo con il noi. Grazie dottor Falcone, noi giovani non la deluderemo”.
L’iniziativa – a cui hanno collaborato le docenti Angela Di Gennaro e Emilia Giordano - è stata ripresa dalla web tv scolastica “Fiori digitali”, che ha proposto una programmazione articolata per ricordare la strage di Capaci, arricchendola dei contributi audiovisivi provenienti dall’istituto superiore “Luigi Sturzo” di Gela e dal Convitto nazionale di Salerno. Due scuole, queste, che contribuiscono, insieme ad altri istituti italiani, a strutturare la programmazione della web tv “Fiori digitali”, promossa dalla Ds del “Genoino” Stefania Lombardi.